La Struttura dello Sri Chakra yantra
Gioverà a tal proposito riportare integralmente – non senza arricchirne la comprensione – un brano di approfondimento dalla prima pagina del sito eye-of-revelation.org [2010], che per la sua speciale consistenza potrà in questa sede trovare la sospirata traduzione.enza dubbio la più importante ed impegnativa tra tutte le simbologie, raffigura con un´essenzialità geometrica inimmaginabile la modalità in grazia della quale l´U. C. (leggi Unità Creatrice indifferenziata, o Uno Creatore, il “senza Nome”, Essere dell´Essere) si manifesta in una serie concatenata di proiezioni che si concretizzeranno in campi di coscienza, appartenenza ed azione tali da relazionare Intelligenze celesti, o livelli vibrazionali, distinti e differenziati in gerarchie coordinate nel più totale accordo.
Tutto ciò per dare spazio, tempo e vita ad ogni singolo essere, garantendo la sua finalità evolutiva all´interno del reticolo cosmico.Questo modesto tentativo di esposizione, arduo da configurare come da assimilare (per non dire da tradurre), sottende solo vagamente l´idea dell´immensa complessità nel racchiuderne e rappresentarne la completezza in un singolo emblema.
Emblema strutturalmente costituito da 4 parti concentriche, facilmente ravvisabili a potenze di 2 come:
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Schema inteso ad evidenziare
le quattro zone differenziate
- centrale: 2 elevato ad 1 ossia il contrappunto dei due princìpi promananti dalla U. C.. La cosiddetta ‘Trinità’ si manifesta nella
contrapposizione di 4 triplicità di valenza positiva a 4 di valenza opposta, in identica simmetrica progressione di contenimento (e dunque non di 5 a 4, come si è soliti argomentare). Premesso che nella nostra visione piana, dalla disposizione a
Vdel triangolo centrale si applica la nozione dei vertici in alto (yang, principio maschile) e basso (yin, essenza femminile), il nono triangolo centrale è campìto da altri 4 due dei quali, maschile (sabbia) e femminile (blu), intersecandosi definiscono la linea della sua base; questa si estende poi fino ai lati del terzo maschile (rosso), mentre la base del maggiore maschile (bianco) ne delimita l´altezza. È quindi autonomo, in quanto i suoi vertici non derivano da alcuna intersezione, come pure gli altri due che lo circondano e insieme lo contengono.
Come ago di una bilancia dai due piatti opposti (Yang ÷ Yin) in equilibrio, incorpora il punto di Origine (l´Uno – 20– e Trino), l´Occhio del sistema e non necessariamente il suo centro verticale (che non muta qualunque sia il modello in esecuzione), ma gli è inscindibile e non appartiene ad alcun altro triangolo finito, benché interno a ciascuno degli altri otto.
Il nono triangolo appare fulcro e pilastro ad un tempo dell´apparato complessivo, risultante in 43 campi triangolari(*, di cui tre ritagliati internamente ai suoi vertici da due triangoli Yang tra quelli che lo configurano, laddove esso stesso ritaglia un triangolo Yin centrale dal triangolo superiore (che non deve affatto “essere equilatero”- cfr.: Costruzione dello Shri Yantra): e poiché svolge la funzione di garantire l´equilibrio dinamico ad una figura strutturalmente asimmetrica, eccettuando i suoi tre vertici per tale distinzione ricondurrebbe anche il numero dei triangoli derivati esterni alla parità di 20 (Yin) + 20 (Yang), dei quali è funzione copulante.
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Elettricità /Energia
Se si potesse immaginare un tempio, o una cattedrale con navate triangolari architettate su questa magica planimetria, esso ne costituirebbe senza dubbio l´altare maggiore.“Verum, sine Mendacio, certum et verissimum: Quod est Inferius est sicut quod est Superius,
et quod est Superius est sicut quod est Inferius,
ad perpetranda Miracula Rei Unius”«Smaragdina Hermetis Tabula» di Hermes Trismegistus
dalla vers. lat. di H. KunrathI colori in uso nella tradizione tibetana indicano rispettivamente: bianco=Acqua, blu=Aria, rosso=Fuoco, sabbia=Terra. Per una visibilità più efficace, fin dal primo retro di copertina del mio saggio [descritto a pag. 7], adottai bianco=Aria e blu=Acqua, un uso alternativo assai frequente del resto; benché in effetti sia il cielo ad apparire blu, mentre l´acqua non fa che rifletterlo in totale trasparenza. Forse oggi non lo rifarei, ma la mia visione dei rapporti elementi/triangoli rimane intatta.
Nella figura al prossimo ¶.2 i simboli seguono la rotazione zodiacale, ma nella raffigurazione esoterica dello Sri yantra i colori degli Elementi alle quattro Porte, come Terra e Aria, sono per l´appunto contrapposti ad Acqua e Fuoco: una relazione incrociata in apparenza non sequenziale, ma che si rivela confacente ad una visuale piana, seguendo l´ordine delle stagioni nella loro collocazione sul tetraedro (leggi DNA), ove ciascuno dei 12 Segni (4×3) si cristallizza al vertice del proprio Elemento (meglio evidenziata a pag. 5 e link).
Nel modello adottato poi, rileva il modo in cui i cerchi in espansione aurea collimano per tangenzialità con i 40 triangoli, soprattutto nelle rispettive zone superiore (Feminile) ed inferiore (Maschile) di massimo addensamento.
Va anche notato che dei 43 campi triangolari solo i 4 + 1 + 4 disposti sull´asse verticale hanno base certa, se non orientamento nord/sud; mentre agli altri si può attribuire solo un verso relativo, non essendo isosceli e quindi non definiti da una base fissa, se non quella di appoggio (per come la vediamo noi). E anche questi sono 9, gli 8 + 1 vertici di ciascuno a sostenere tutta la disposizione come una spina dorsale, mentre l´asse x vede otto incroci, tra cui aleggia sola la linea di base del 9° triangolo.Sono otto le intersezioni ad X nella fascia orizzontale, cioè in-croci di due soli segmenti e quindi quattro vertici, divergenti nella natura del quadrato o del 4, laddove nella colonna verticale sono convergenti a
V, ovviamente di specie triangolare o del 3.
Allo stesso tempo, i triangoli verticali sono orientati all´espansione, gli orizzontali alla contrazione. Dunque persino l´incrocio dei due assi rispecchia una magica e potente analogia, anche se passa per lo più inosservata.
Lo stesso 43 è 4 e 3, combina i due princìpi del 4 e del 3, materia e spirito, l´orizzontale dei quattro punti cardinali ed il verticale dell´ascesa nei tre livelli fisico, astrale, mentale; o più profondamente integrazione di coscienza, io e libertà; forse spazio e tempo; ma di riflesso è pure 40 e 3, a sottolineare la distinzione da me sostenuta. Persino l´espressione ‘Big Bang’ si presenta in due parole di 4 e 3 lettere, non disgiunte da una certa affinità semantica.periferica: 22, che rappresenta l´interfaccia con l´infinito esterno, costituita dalle 4 porte o direzioni dello spazio, i quattro punti detti cardinali [in quanto momenti di avvio] di ogni manifestazione ciclica o stagionale, che si configurano nei quattro Elementi destinati a costruire la realtà fisica; e giacché siamo in tema, anche nelle quattro operazioni aritmetiche elementari. La triplice cinta che con le sue 4 porte delimita il tutto, costituisce quindi il basamento della realtà tangibile.
La stessa sequenza numerica indica con le potenze 1 e 2 gli estremi interno e periferico: potenzialità ed attuazione, intercalati da 3 e 4 che indicizzano due fasi intermedie di compensazione.
- media: 23, composta da una cerchia 8 campi o aree, chiamati petali;
- intermedia: 24, con una cerchia di 16 petali, che avvolge le prime due.
Come annotavo alla stesura del saggio sui 5 Riti Tibetani (pag. 122 – leggibile da qua), “la sequenza: 4, 4+4, 4×4 è il solo caso di coesione numerica in cui n, n*2, n^2 genera tre valori in raddoppiamento”.
Naturalmente tutte quattro le componenti gravitano intorno all´Unità Creatrice, quel Fattore al centro dell´intero sistema, immediatamente rappresentabile con 2 elevato a 0 e cioè 1, l´unità appunto, in totale assenza della dualità.“Et sicut res omnes fuerunt ab Uno, meditatione unius:La potenzialità degli anelli che per ultimi cingono il cuore di tutta la Manifestazione, riverbera e si concretizza ulteriormente nella cadenza stagionale differenziata, propria della materia e ben rappresentata dalla planimetria in quadrato (cruciforme) e statica – laddove il triangolo esprime movimento verticale dinamico, fatto di alto e basso (vertice e base) – dando luogo ad una spazialità nella quale ogni cosa esiste e dalla quale dovrà risalire alla Fonte, ossia al centro, che è l´Essere.
sic Omnes Res natae fuerunt ab hac Una Re adaptatione.”È difficile stabilire il rapporto tra questo centro e quello proprio del cerchio, poiché possono non corrispondere.
Credo che il centro dinamico, ossia il centro del triangolo minore più interno (che può essere calcolato in vari modi), rifletta la Manifestazione Prima, laddove il centro assoluto sia a monte della Creazione stessa e dunque del chakra yantra.![]()
Per approfondire
Se il cosiddetto Big Bang si è cristallizzato in ordine ad una tessitura cosmica, capace di allocare e collegare ogni minima parte dell´esistente, questo potrebbe essere il senso primo e più probante del simbolo.
Potremmo rapportare lo schema, per ogni individualità sia micro che macro cosmica, alla descrizione fondamentale dell´“Apparato strutturale dello spirito”, data nella relazione contenuta ne «Il Cono dell´Errore» (§ 1.1), quanto alle sue componenti di Coscienza, Memoria, Io ed infine Libertà, il cui irraggiungibile equilibrio assoluto è contenuto nella parte centrale dello Yantra, dove poggia sui due pilastri (dei 4 + 4 triangoli) con le valenze complementari di Volontà ed Intelligenza.
Questa caratteristica dell´apparato centrale è ben simbolizzata dall´ideogramma del trascendente Pi greco: Π, numero infinito e non periodico non a caso considerato la chiave di lettura dell´Universo, la cui presenza moltiplicata al Raggio, come è noto, definisce la circonferenza del cerchio se moltiplicata per 2, l´area in esso contenuta se elevato alla 2, cioè quando il valore si moltiplica per se stesso. Tutto contenuto nell´involucro di quattro cerchi limitrofi, che lo separano dalle contrapposizioni della dimensione materiale – lo stadio del Big Bang? – rappresentata dalle mura di una cornice quadrata, anch'essa quadrupla, con le quattro porte protese a croce come l´ultima realtà possibile; dalla continuità senza tempo dell´astratto alla spazialità circoscritta del presente.La mappa riproduce ed esprime, pur sul piano bidimensionale, l´intero processo di transizione dallo Spirito Primo alla Materia, dall´Alto al Basso ossia dal centro alle 4 porte, fornendo uno schema della creazione di carattere certamente meno astratto di quanto possa sembrare. L´esplosione della potenza iniziale che si proietta all´istante in ogni direzione nella perfetta trama dei suoi filamenti come un'ineffabile potenziale telaio di interconnessioni logiche, energetiche e funzionali.
La produzione di icone tridimensionali dello Yantra ha ben poco da aggiungere, a mio parere, al significato intrinseco e potenziale del diagramma, in quanto la sua rappresentazione integrale richiederebbe più dimensioni di quante possiamo concepirne e non ha a che fare con alcuno schema di tipo meramente fisico. Può solo servire allo scopo di proporre un oggetto invece di un semplice disegno, forse più facile da interpretare ma, è ovvio, tralasciando definitivamente ogni esigenza di autentica precisione.Ciascuna area della figura – ma anche alcune parti non campite – è pertinente ad una Intelligenza con propria identità ed attributi, che non è compito di questo lavoro esaminare; che si prediligano definizioni come quelle delle schiere di Serafini, Cherubini, Troni, Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli, Angeli (che richiamano i nove triangoli principali) oppure quelle descritte nell´olimpo del Tantrismo orientale dalle varie Scuole (non sempre omogenee, a quanto riporta Gérard Huet – «Sri Yantra geometry» ebook, pag.12), ciò che conta in questo contesto è evidenziare l´immancabile ed imprescindibile perfezione e correlazione dei vari settori e livelli concentrici, esprimenti una simmetria dinamica ed un´armonia d´insieme assai più che piramidale (termine riferito in questo caso al concetto usuale di gerarchia) ove Uno è Tutto.Dovrebbe essere ben chiaro
che nel migliore di tali casi, l´oggetto fabbricato non potrebbe avere altra carica energetica se non quella impressa dall´operatore, dipendente dalle sue capacità individuali (quanti saranno in grado di evocare le Forze dell´Empireo?); grazie al suo significato analogico, diciamo poco più di quanta potrebbe esserne attribuita ad un qualsiasi diverso talismano, di certo non la purezza brillante ed autosufficente del simbolo integrale e perfetto THEORY S.Y..
Nel costituire una sorta di mappa conseguente l´esplosione iniziale, il diagramma S.Y. non è soltanto un simbolo o un'icona come tanti altri, in quanto racchiude nel suo costrutto matematico – o nel profilo di sezione multidimensionale che esso riflette – la perfezione della manifestazione prima e pertanto non dovrebbe contenere la benché minima negligenza, ma solo completa corrispondenza tra tutti gli argomenti che lo compongono e che vi sono combinati, singolarmente o in insiemi, visibili o meno che siano. Per quanto possa apparire una dichiarazione drastica, a nessuno è fatto obbligo di tracciarlo!
Allo stesso tempo, ciò presuppone una forma/sostanza ideale che, come tale, non potrà mai essere estrinsecata nella sua totalità, tantomeno in una rappresentazione a due dimensioni, adatta solo alla croce esterna.
Del resto lo stesso cerchio a noi ben noto non lo si potrà mai definire in modo assoluto, ma solo esaminato di punto in punto, con un grado di precisione via via crescente, ma pur sempre approssimato.
Se però il tracciamento di un cerchio è relativamente semplice da teorizzare, qua si tratta di ben altro problema, a partire dalla sua stessa concepibilità.
Poligoni con propri confini debbono confinarsi, incrociarsi e sovrapporsi da un'estremità all´altra del cerchio che le ospita (ma sarà poi proprio un cerchio e non un'ellisse?), collimando esattamente negli incroci con le altre, a multipli di tre, dunque con una modalità la cui simmetria geometrica è orizzontalmente speculare, ma non esiste verticalmente poiché parte da un assetto ternario.
È perciò importante comprendere che solo l´insieme garantisce l´equilibrio delle Energie che vi sono distribuite, laddove ciascuna parte non può che ubbidire a questo principio (cfr.: Costruzione dello Shri Yantra).
enza dubbio la più importante ed impegnativa tra tutte le simbologie, raffigura con un´essenzialità geometrica inimmaginabile la modalità in grazia della quale l´U. C. (leggi Unità Creatrice indifferenziata, o Uno Creatore, il “senza Nome”, Essere dell´Essere) si manifesta in una serie concatenata di proiezioni che si concretizzeranno in campi di coscienza, appartenenza ed azione tali da relazionare Intelligenze celesti, o livelli vibrazionali, distinti e differenziati in gerarchie coordinate nel più totale accordo.
Nella figura al prossimo ¶.2 i simboli seguono la rotazione zodiacale, ma nella raffigurazione esoterica dello Sri yantra i colori degli Elementi alle quattro Porte, come Terra e Aria, sono per l´appunto contrapposti ad Acqua e Fuoco: una relazione incrociata in apparenza non sequenziale, ma che si rivela confacente ad una visuale piana, seguendo l´ordine delle stagioni nella loro collocazione sul tetraedro (leggi DNA), ove ciascuno dei 12 Segni