1  ? gestione del testo
XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX;" SCROLLING=yes FRAMEBORDER=no>

Vi­sta aerea
del lago a­sciut­to
in O­re­gon, 1990

 Perché lo Sri Chakra yantra
aiuta a proteggere l´ambiente

Po­trem­mo con­su­ma­re una vita a ten­tar di e­vin­ce­re il si­gni­fi­ca­to, i con­te­nu­ti e la po­ten­zia­li­tà di que­sto sche­ma co­smi­co, sen­za mai e­sa­urirne il sen­so, po­i­ché il suo con­te­sto vir­tua­le tra­scen­de ogni no­stro pos­si­bi­le o­riz­zon­te co­gni­ti­vo.

Un em­ble­ma che non ha i­ni­zio né fine, giac­ché rap­pre­sen­ta in una sin­te­si ma­te­ma­ti­ca e ge­o­me­tri­ca su­pre­ma, es­sen­zia­le e per­fet­ta – dun­que più che scien­ti­fi­ca, an­cor­ché tut­t'ora in­com­pre­sa – il cre­a­to e il mi­ste­ro del­la Cre­a­zio­ne stes­sa, ov­vero­sia la Leg­ge di­spo­si­ti­va che la pe­rmea, che si iden­ti­fi­ca con il CRI­STO.
Ne rimiro i trat­ti se­mo­ven­ti in que­sta pa­gi­na men­tre scri­vo, e sem­bra dir­mi: “IO SONO”; è come se si ri­spec­chiasse in me, che Lo con­tem­plo.

I­gno­ran­do al­tre o­ri­gi­ni de­fi­ni­te nel­lo spa­zio e nel tem­po da noi con­ce­pi­to, la sco­la­sti­ca u­ma­na che lo ha e­re­di­ta­to – sen­za ram­men­ta­re quan­do né co­me – ub­bi­di­sce al na­tu­ra­le bi­so­gno di ap­pro­priar­se­ne, dar­gli un no­me che as­sol­va la sua pre­sen­za nel con­te­sto ter­re­no, per poi ri­de­fi­nir­lo in ac­cor­do a sva­ria­te dot­tri­ne – co­me del re­sto si fa con lo stes­so con­cet­to di Dio – data la stra­or­di­na­ria op­por­tu­ni­tà di far­ne uso a van­tag­gio dei pro­pri in­se­gna­men­ti.

Così come per lo stes­so con­cet­to di Dio, vi è chi cre­de e chi non cre­de: se i pri­mi per lo più so­no in­dot­ti a con­fi­da­re in un'imm­ma­gi­ne che si so­no co­stru­i­ti a mi­su­ra d'uo­mo, o che è sta­ta fab­bri­ca­ta per loro, agli al­tri ba­ste­reb­be ren­der­si con­to che non cre­den­do in nul­la, essi af­fer­ma­no di non cre­de­re nep­pu­re alla pro­pria e­si­sten­za, giac­ché que­sto è DIO; ed è com­pi­to del­la no­stra po­ten­zia­li­tà ri­con­net­ter­ci e ma­ni­fe­star­lo, ciò che è chia­ra­men­te rap­pre­sen­ta­to nel­le re­cen­ti Let­te­re det­ta­te dal Cri­sto 'in pri­ma per­so­na', com­mi­su­ra­te al no­stro at­tua­le gra­do e­vo­lu­ti­vo.
Que­sto yan­tra ne è stru­men­to per ec­cel­len­za, ca­pa­ce di far­ne vi­bra­re la con­sa­pe­vo­lez­za più di ogni al­tro, a chi sa­prà co­glier­lo.

Una fi­ne­stra sul­l´Im­men­so.

Non in­ten­do in­ter­por­mi, né pro­dur­re det­ta­gli e­so­te­ri­ci col­le­ga­ti a qual­si­vo­glia pra­ti­ca mi­sti­ca o ma­gi­ca; ciò a cui chi leg­ge po­trà at­tin­ge­re in ab­bon­dan­za sul Web, in più di una lin­gua.

Que­sto sim­bo­lo at­tra­ver­sa tut­ti i pos­si­bi­li li­vel­li di con­sa­pe­vo­lez­za e di co­no­scen­za, rag­giun­gi­bili e non, a se­con­da del gra­do di svi­lup­po in­te­rio­re e­/o i­ni­zia­zio­ne – quan­do e­si­ste – di chi ne par­la.
 

L´a­ne­li­to

Il com­pi­to che mi pre­fig­go in que­st'am­bi­to è di ren­de­re di­spo­ni­bi­le e com­pren­si­bi­le quan­to ba­sta, uno stru­men­to di me­di­ta­zio­ne vo­lu­to dal­lo SPI­RI­TO e re­a­liz­za­to no­ve anni or so­no, al ter­mi­ne del­la pri­ma e­se­cu­zio­ne di­na­mi­ca(° e­sat­ta(° del suo trac­cia­to gra­fi­co – un tra­guar­do che per la sua com­ples­si­tà e li­ne­a­ri­tà ad un tem­po, ha te­nu­to e tie­ne sot­to scac­co nu­me­ro­si stu­dio­si da se­co­li.
La so­lu­zio­ne è do­vu­ta alla pro­ce­du­ra THEORY, che dal Dic. 2009 si tro­va de­scrit­ta e di­spo­ni­bi­le pres­so il do­mi­nio Web ht­tps:­/­/eye-of-re­ve­la­tion­.org (si­to tut­t'o­ra so­lo in lin­gua i­ta­lia­na). È bene tut­ta­via te­ner pre­sen­te che tut­to il la­vo­ro fin qua ot­ti­miz­za­to con ogni mez­zo… ri­chiederà an­co­ra ret­ti­fi­che e pa­zien­ti in­ter­ven­ti.
Esso non rap­pre­sen­ta che e­sem­pi, tra i tan­ti pos­si­bi­li modi di av­vi­ci­nar­si e trat­ta­re l´ar­go­men­to.

The
Holy
Eye
Of
Revelation
Yard / Yantra

Si trat­ta di una fi­gu­ra tan­to spe­cia­le da non po­ter es­se­re trac­cia­ta sen­za un com­pu­ter, e for­se nem­me­no con que­sto se non i­de­al­men­te.
A dif­fe­ren­za di qual­sia­si al­tra fi­gu­ra ba­sa­ta su va­lo­ri ir­ra­zio­na­li, come cer­ti po­li­go­ni e loro de­ri­va­zio­ni – la stes­sa Se­zio­ne Au­rea – non ap­pa­re pos­si­bi­le com­pletarla se­guen­do una se­quen­za pre­or­di­na­ta di pas­si ge­o­me­tri­ci, come dire di riga e com­pas­so; an­che per­ché la so­lu­zio­ne non è u­ni­vo­ca, come quel­la di un qua­dra­to o un pen­ta­go­no, ma anzi of­fre una gam­ma po­ten­zial­men­te il­li­mi­ta­ta – come a si­gni­fi­ca­re che pos­sa con­trar­si e di­la­tar­si in una mi­ria­de di for­me, tut­te per­fet­ti­bi­li fi­no al­la più im­pec­ca­bi­le e­sat­tez­za, e PUL­SAN­TI – leggi vi­bran­ti – in ac­cor­do di ri­so­nan­za con la pe­ren­ne e­ma­na­zio­ne di A­MO­RE IN­CON­DI­ZIO­NA­TO dell´U­NI­TÀ CRE­A­TRI­CE.
Il che do­vreb­be dis­sua­de­re tut­ti co­lo­ro che si a­do­pe­ra­no a pro­por­re sche­mi pre-fis­sa­ti e de­ci­si­vi.
 

si­gni­fi­ca­to e ra­tio del­l´a­cro­ni­mo THEORY

l´u­ni­ver­so at­tua­le non è in­fi­ni­to.

È il più e­le­va­to e com­ple­to sta­to d'Es­se­re che noi pos­sia­mo con­ce­pi­re, e co­me ta­le è cir­co­scrit­to, an­cor­ché i suoi con­fi­ni ­/o­riz­zon­ti sfug­ga­no ad ogni pos­si­bi­le in­da­gi­ne ter­re­na.
Ha uno sco­po ed una fun­zio­ne: re­in­te­grarsi alla Co­scien­za di Luce Co­smi­ca da cui la sua na­tu­ra tran­si­tò­ria ha trat­to la per­fe­zio­ne vir­tua­le e la con­si­sten­za.

l´e­spe­rien­za strut­tu­ra­le del Big Bang non a­vreb­be po­tu­to dare av­vio ad una re­al­tà in­fi­ni­ta, né e­ter­na po­i­ché tut­to ciò che ha un i­ni­zio ha una fine, nel­lo spa­zio e nel tem­po; solo la sua Sor­gen­te 'a mon­te' è e­ter­na, co­mun­que la si vo­glia chia­ma­re, po­i­ché l´ES­SE­RE dell´ES­SE­RE non ha Nome. Come è e­ter­na la no­stra Re­al­tà, che non si li­mi­ta ad un cor­po fat­to di ossa, or­ga­ni e ner­vi.
Per que­sto mi è sta­to sug­ge­ri­to il lem­ma ‘yard’: re­cin­zio­ne, ma an­che area o­pe­ra­ti­va fi­na­liz­za­ta, cor­te ed al­tro.
Capovolgendo la prospettiva della nostra visuale, addentrandoci nel simbolo, troveremo qua, dopo qualche seduta di meditazione, un approccio lirico capace più di ogni altro per immediatezza e profondità, di trasmetterci e farci accogliere questa dizione.
Dal lato no­stro, il Big Bang e­spres­se il po­ten­zia­le di un´In­tel­li­gen­za as­so­lu­ta tale da e­splo­de­re nel caos un u­ni­ver­so di par­ti­cel­le, in­dif­fe­ren­zia­te, pre­po­sta a ri­comporne es­sen­za ed e­si­sten­za – con e­stre­ma ef­fi­cen­za nel­la li­ber­tà, ove ‘po­si­ti­vo’­/‘ne­ga­ti­vo’ si­gni­fi­ca: per ogni a­zio­ne una re-a­zio­ne u­gua­le e con­tra­ria – fino all´E­qui­li­brio Di­vi­no, ma­ni­fe­stan­do la ‘Co­scien­za di Cri­sto’ nel bi­no­mio Vo­lon­tà-in­tel­li­gen­te | A­mo­re-propositivo. Per que­sto THEORY as­sol­ve e ri­sol­ve me­glio di ogni al­tro sim­bo­lo l´er­me­ti­ca di­zio­ne di Rosa + Cro­ce!
Il prin­ci­pio è di pa­ra­dig­mi e­le­men­ta­ri, per la cui in­te­ra­zio­ne si svi­lup­pa ed e­vol­ve l´u­ni­ver­so in ogni sua com­po­nen­te, di­re­zio­ne ed an­frat­to, dal­la sem­pli­ce strut­tu­ra a­to­mi­ca al DNA, agli in­sie­mi stel­la­ri. E­di­fi­ca­to e re­go­la­to dal co­strut­to im­pec­ca­bi­le, i­nat­tac­ca­bi­le e non sov­ver­ti­bi­le del­lo Sri Cha­kra.
Come yantra dunque, THEORY sim­bo­liz­za ­/è Il Sa­cro Oc­chio Del­la Ri­ve­la­zio­ne, ri­vol­to a chi ne pren­de co­scien­za: The-­Ho­ly-Eye-­Of-­Re­ve­la­tion-­Yan­tra (lo stru­men­to) rap­pre­sen­ta The-­Ho­ly­-Eye-­Of-Re­ve­la­tion­-Yard (la strut­tu­ra).
È que­sta un´e­spres­sio­ne poco u­sa­ta e for­se an­cor meno com­pre­sa, ma tant'è: stu­dian­do in pro­fon­di­tà que­sto con­te­sto, il giu­sto sen­so e­mer­gerà.
Me­di­ta­re sull´‘Oc­chio’? for­se vale pen­sa­re quel­lo di un ci­clo­ne: l´area cen­tra­le ca­rat­te­riz­za­ta da re­la­ti­va cal­ma, in­tor­no al­la qua­le tut­to si av­vol­ge, o si svol­ge, ro­te­an­do ad al­tis­si­ma ve­lo­ci­tà ed in­ten­si­tà…
Per­so­nal­men­te pre­fe­ri­sco ri­ferirmi a ‘Yard’, po­i­ché sod­di­sfa una co­gni­zio­ne di or­di­ne con­cre­to, non stru­men­ta­le; giac­ché me­di­ta­re è un af­fa­re no­stro, ma la com­po­si­zio­ne del sim­bo­lo si spin­ge ben ol­tre!